MOSTRA PERSONALE > PERFORMANCE

FUORI DALLE ORBITE

Mostra personale di Giovanni Morbin a cura di Annalisa Ferraro

8 sottobre > 10 ottobre
mercoledì > venerdì

visite su prenotazione

Via Mantovana, 83E Verona

Nell’autunno-inverno del 2025, la città di Verona ospita un ampio progetto espositivo interamente dedicato alla pratica artistica di Giovanni Morbin. Articolato in tre mostre personali ospitate da tre realtà diverse: Habitat 83, Museo Lapidario Maffeiano e Museo Archeologico al Teatro Romano. Il progetto offre una lettura stratificata e coerente della ricerca dell’artista, ponendola in dialogo con i temi della contemporaneità, con il ruolo pubblico dell’arte e con la specificità dei contesti museali coinvolti.
Le tre mostre, indipendenti ma collegate, compongono un’unica narrazione critica che attraversa spazio, gesto e pensiero. Ogni sede interpreta una parte di questa narrazione, attivando risonanze diverse: la tensione, la sospensione, la ripetizione. Insieme, costituiscono un corpo vivo e plurale che restituisce la complessità del lavoro di Morbin e del suo sguardo sul presente.

La prima tappa del progetto, Fuori dalle Orbite, si svolge a Habitat 83, spazio indipendente dedicato alla ricerca e al sostegno degli artisti. Qui Morbin espone una selezione di opere che indagano i temi del controllo, della presenza e della fuga dal centro. Fuori dalle orbite è un invito a uscire dai tracciati noti, a pensare il gesto artistico come scarto, deviazione, resistenza.
Durante la settimana di Verona Art Week e nei mesi successivi, lo spazio ospiterà azioni performative dal vivo, che proseguiranno l’indagine sulla relazione tra corpo, controllo, gesto e spazio mentale. Alcune performance saranno attivate anche in forma video o documentativa nello spazio espositivo.
Fuori dalle orbite inaugura il progetto con un movimento di allontanamento, di uscita dal tracciato. Le opere in mostra non cercano un centro, ma lo rifiutano. La mostra suggerisce un pensiero decentrato, capace di sfuggire al controllo e di immaginare nuove orbite, nuove traiettorie. È una riflessione poetica e politica sul corpo come campo di forze e sullo spazio come luogo mentale, etico, relazionale.

Dal 1978, Giovanni Morbin sviluppa una ricerca artistica centrata sul comportamento, inteso come forma espressiva primaria. La performance è il mezzo attraverso cui articola un pensiero radicale, che nel tempo si è ramificato in molteplici direzioni: dalla costruzione di strumenti funzionali all’azione quotidiana, all’indagine sul linguaggio, fino a una riflessione poetica e politica sulla materia, sulla forma e sulla relazione tra corpo e spazio.