MOSTRA

IMPARATICCI

Federica Gottardello

Visita guidata alla mostra personale di Federica Gottardello con la curatrice Silvia Concari e l’artista
10 ottobre – 11 ottobre, ore 18.30 | Su prenotazione

04 ottobre > 15 novembre
10:00-12:30 | 16:00-19:30

Kromya Art Gallery

Via Guglielmo Oberdan 11 - Verona

Kromya Art Gallery presenta la prima mostra personale di Federica Gottardello (Brescia, 2000), giovane artista che ha fatto del ricamo la sua cifra stilistica, gettando un ponte tra passato e contemporaneo, reinterpretando il tempo lento di ago e filo in chiave scultorea. La mostra, visitabile fino al 15 novembre 2025, propone opere di repertorio e diverse opere inedite, alcune delle quali realizzate site specific per gli spazi espostivi. Imparaticci, questo il titolo della mostra, è un termine pregnante di significati, che intreccia la pratica artigianale con l’evoluzione della lingua. Deriva da imparare, ma ne fa un vezzeggiativo in un’accezione sminuita e squalificante, che indica qualcosa di piccolo, imperfetto e rozzo. Si riferisce ad un lavoro eseguito da chi è alle prime armi, un principiante che deve fare esercizio per imparare. È uno studio culturalmente assegnato alle giovani donne e bambine, per costruire e dimostrare le proprie abilità spendibili in età adulta come buone mogli e madri. Federica Gottardello, attraverso un gioco di apparente leggerezza e unica bellezza visiva, recupera profondi concetti centrati sulla testimonianza di sé stessi, sull’identità, sul ruolo del giovane artista contemporaneo e sul rapporto con la storia e il paesaggio. Le sue opere trasformano una tecnica artigianale esclusivamente femminile e bidimensionale, in sculture di filo e carta che interagiscono nello spazio: il vuoto diviene materia tanto quanto il ricamato, e viene collegato in una trama di colori. Tra le sue opere presenti in mostra citiamo gli imparaticci, che danno il titolo alla mostra stessa: sono una serie di piccole sculture che rappresentano motivi vegetali, animali, piccoli dettagli colorati. 

Questi diventano un’unica installazione che assume il significato di un codice da decifrare, testimonianza di storie e ricordi personali dell’artista. Trame spontanee, 144 Tigli, così come il dittico Tagliare le fila, manifestano il leggero crinale tra quadro e scultura, proponendo paesaggi naturali e astratti, in cui domina il concetto vegetale. In Sovrascritture, il supporto diventa sempre più esplicitamente tessile: teli ricamati di presenza e assenza materica, layer che si sovrappongono l’un l’altro, che aprono riflessioni su un altro concetto, quello della mappa vista dall’alto. Le mappe sono dei percorsi ambientali anch’esse da decifrare, sono archivi che raccolgono stratificazioni e memorie. Sono testimonianze di presenze, passaggi e percorsi umani che si intrecciano con l’ambiente in continua trasformazione. L’artista rivendica il ruolo umano di disegnatore del proprio suolo mediante segni di presenze. La mostra Imparaticci diventa così un viaggio tra memoria e contemporaneità, dove il filo, materia fragile e resistente al tempo stesso, assume la forza di un linguaggio universale. L’opera di Federica Gottardello invita a riflettere sul valore del fare manuale come atto di resistenza e di identità, un gesto che attraversa epoche e tradizioni per parlare al presente.