MOSTRA




WOUNDED WORDS WOUNDING WORDS
A cura di Marta Cereda
Vincenzo Agnetti, Andrea Zittel, Tobias Zielony, Markus Schinwald, Shusaku Arakawa, Tacita Dean, Man Ray, Sabrina Mezzaqui, Marlene Dumas, Giulio Squillacciotti, Armando Testa
OPENING | 09 ottobre (solo su invito)
10 ottobre > 11 ottobre | 10:00–21:00
12 ottobre | 10:00–19:00
13 ottobre > 26 ottobre | 10:00–18:00
ARTVERONA
Biblioteca Capitolare, Piazza Duomo 19 - Verona
La mostra, curata da Marta Cereda alla Biblioteca Capitolare, uno dei luoghi simbolo della memoria scritta europea, presenta una serie di lavori che mettono in luce il valore rivoluzionario della parola, provenienti sia da collezioni private sia dalle gallerie che partecipano ad ArtVerona.
La Capitolare – considerata la più antica biblioteca ancora attiva al mondo, con un fondo prezioso di oltre 1200 manoscritti – diventa spazio di confronto dove alle parole custodite nei codici si sovrappongono i segni dell’offesa subita: nel 1945 l’edificio venne bombardato e distrutto, alcuni volumi furono danneggiati e ancora oggi conservano schegge, bruciature, frammenti. In questo contesto di storia e resistenza, prende forma un percorso espositivo che porta lo sguardo sulla parola come campo di tensione, per indagare il rapporto tra linguaggio, ideologia e, talvolta, violenza. Le opere selezionate – dipinti, sculture, fotografie, installazioni, video, azioni – ne esplorano il potenziale ambivalente: strumento di comunicazione ma anche di manipolazione; veicolo di verità, ma anche di propaganda; arma e rifugio, costruzione e conciliazione.
Per questo, lo spirito critico torna a essere gesto radicale: ogni parola è una scelta e ogni scelta può essere un atto di rivoluzione e resistenza.
Tra gli artisti in mostra: Vincenzo Agnetti, Mirella Bentivoglio, Alighiero Boetti, Marcel Broodthaers, Marcello Carrà, Dina Danish, Tacita Dean, Gaia De Megni, Marco De Sanctis, Marlene Dumas, Milli Gandini, Alfredo Jaar, Maria Lai, Teresa Margolles, Sabrina Mezzaqui, Rebecca Moccia, Shirin Neshat, Man Ray, David Reimondo, Micol Roubini, Sarenco, Markus Schinwald, Marinella Senatore, Giulio Squillacciotti, Armando Testa, Tobias Zielony, Andrea Zittel.
Giovedì 9 ottobre alle 19:00 (ingresso riservato, su invito) va in scena la performance di Gaia De Megni, Propaganda, che utilizzerà una parte dei dialoghi del film Cannibali di Liliana Cavani (1970) e altri elementi tipici dell’iconografia cinematografica.
Venerdì 10 ottobre, alle 19:00, è in programma la performance di Stina Fors, A Mouthful of Tongues, uno spettacolo di magia in cui la voce appare staccata dal corpo dell’artista. Il suo lavoro è ricco di tensione, umorismo e potenza pura. L’intervento fa parte del progetto It sounds like another word, curato da Nicola Giuliani – fondatore di Campo Base Projects.
